Abbiamo perso il Parlamento

Negli ultimi anni in più occasioni si grida allo scandalo per le modalità di elezione dei Parlamentari con la legge elettorale degenerata per effetto di ripetute modifiche in una farsa con la quale l’elettore sceglie solo chi sceglierà i Parlamentari.

Paradossalmente si è giunti a questo “mostro” giuridico per evitare degenerazioni passate sull’uso improprio delle preferenze e del proporzionale.

Non tutti si rendono conto delle conseguenze di una norma di questo tipo, anche perché pochi hanno la possibilità di accedere ai resoconti parlamentari cioè al lavoro svolto dalle persone che sono state “nominati” Deputati o Senatori.

La vera conseguenza di questa impostazione è purtroppo la scomparsa del vero ruolo del Parlamento legiferare in piena autonomia dal potere esecutivo, cioè dal Governo. Come chiedere che possa resistere il dettame costituzionale se chi ha “nominato” i parlamentari è il Presidente del Consiglio e se l’attività delle Camere non è svolta su proposte di legge ed atti di iniziativa parlamentare ma solo su iniziativa dello stesso Governo che affolla gli ordini del giorno con propri atti che di fatto espropriano il Parlamento del proprio ruolo.

La mortificazione del ruolo di questi “servi” e di conseguenza dei parlamentari dell’opposizione è totale. Nella migliore delle ipotesi il Governo presenta un disegno di legge lascia che parte l’iter di esame delle Commissioni parlamentari per il merito le stesse e l’aula esaminano vari emendamenti e quando tutto sembra pronto per un qualificato dibattito, il Governo presenta un maxiemendamento annullando tutto il lavoro svolto e per essere sicuro che nessuno faccia scherzi pone la richiesta del voto di fiducia.

Chiedere la fiducia è, in questo caso, come tirare il guinzaglio al cane per fargli capire chi comanda. Questa non è più una democrazia parlamentare è solo una inutile e costosa farsa. Ora sarà certamente più chiaro perché si sono avute scene di giubilo per la recente bocciature della Legge “Comunitaria” di pochi giorni fa. E’ stata una liberazione. La Comunitaria è un mostro per altri versi, seconda solo al Decreto Omnibus. Nella Comunitaria vengono ospitati tutti gli adempimenti da adottare in conseguenza di provvedimenti della Comunità Europea, in ordine sparso e senza affrontare in modo organico adattamenti di tutta la nostra normativa peggiorandone la qualità e l’interpretazione. L’opposizione, per mera fortuna, è riuscita a bocciare l’articolo uno che di fatti non dice nulla solo che la legge è la “Comunitaria”, complici molti Deputati di maggioranza alla bar, e a questo punto l’accozzaglia non è più consentita se ne riparlerà in autunno.

Non è ammissibile che il nostro Parlamento lavori in questo modo e l’unico modo per attendersi un cambiamento è mandare al parlamento persone diverse da quelle attuali e con modalità di elezione nuove.

E’ stata presentata una richiesta di referendum per abrogare questa legge elettorale per restituire agli elettori la scelta degli eletti e della maggioranza è una opportunità da non perdere.

Tommaso Picone
1 luglio 2011

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