Ecco perché’ una foto si DEFINISCE istantanea

La cronaca e la storia sono sempre di più definiti dalle immagini, ma spesso le foto non riescono a dare il vero senso delle cose, anzi a volte riescono a deformare definitivamente i fatti.

Sembra paradossale, una foto è una testimonianza indelebile, ma purtroppo e solo un attimo, è solo una istantanea.

Sono noti alcuni falsi dove i fotografi hanno messo in posa comparse per scattare la foto che sarebbe passata alla storia e la più famosa è quella dei soldati americani che alzano la bandiera sulla collina di Iwojima.

La scena fù ricostruita alcuni giorni dopo l’evento e alcuni dei soldati ritratti non erano presenti sull’isola al momento della resa dei giapponesi. Resta comunque una foto di grande effetto “plastico” nel senso artistico ma anche sostanziale, di plastica, in una parola finta.

Più di recente in Piazza Tienanmen a Pechino nel 1989 era in corso la protesta dei giovani universitari cinesi e per un solo attimo, il tempo di una foto, sembrò che un solo giovane potesse tenere in scacco un convoglio di carrarmati dell’esercito che di li a poco invece dette inizio ad una vera carneficina, non risparmiando neanche il giovane contestatore.

 

Questa estate, in attesa della caduta del governo Berlusconi, sono state scattate due foto di ipotetiche cordate in previsione delle elezioni anticipate una a Vasto e l’altra a Todi dove a distanza di pochi giorni si incontravano l’area del cosiddetto centro sinistra e l’area cattolica.

Per quella di Vasto basta vedere le facce dei tre per capire che era solo una istantanea che non avrebbe cambiato le abitudini e convinzioni di nessuno degli intervenuti e che soprattutto Vendola e Di Pietro erano convinti di aver incastrato Bersani e già pensavano a come l’avrebbero fatto trottare una volta vinte le elezioni.

Fortunatamente un istante.

Una coalizione del genere non credo abbia vita lunga.

Costruire un fronte elettorale per cadere subito dopo sulle pressioni delle due ali estreme non ha alcun senso, anzi non farebbe altro che rinsaldare la convinzione che il centro sinistra non può governare. Và dato atto che sia in quella occasione che in seguito in occasione della caduta del Governo Berlusconi e della nascita del nuovo Governo Monti, Bersani è riuscito a tenere la barra del timone dritta e tutta la “galassia PD” abbastanza unita e meno “vociante” del solito.

Foto di Vasto archiviata forse persino stracciata anche alla luce delle evidenti differenze emerse dopo la svolta Monti, favorita dal sempre vigile Presidente Napolitano.

L’altra foto è ancora più sorprendente, a Todi, in piena estate si sono riunite per alcuni giorni molte associazioni sindacali e del volontariato di ispirazione cattolica e in una delle giornate è intervenuto anche il Cardinale Bagnasco che, senza giochi di parola, invocava la nascita di una “coalizione” o ancor meglio di un partito dei cattolici. Anche in questo caso è stato un istante il tempo di una foto, Bagnasco con Passera che oggi gli dovrà chiedere di pagare l’ICI, Bonanni con almeno altri tre Ministri del Governo Monti contro il quale ha protestato con veemenza dimenticando quanto ha subito in silenzio nel periodo berlusconiano.

Morale il partito dei cattolici non può esistere, sui fatti la sensibilità delle persone è motivata giustamente da altro, lo stesso De Gasperi ci teneva a precisare che la Democrazia Cristiana era un partito di cattolici e non dei cattolici.

In realtà il trucco è noto, non potendo o volendo aggregare le persone sui fatti e sulle effettive necessità della società, si ritiene di poterle aggregare per altri motivi che tra l’altro non richiedono anche spiegazioni ma fede.

Anche la DC cadde nel tranello e diventò il partito “degli atei devoti sempre pronti ad usare per il proprio potere la fede degli altri”, definizione perfetta di Dario Antiseri che deve far riflettere da quali politici abbiamo dovuto sentire che bisogna tutelare la famiglia, la vita e le tradizioni cattoliche. Mi auguro che dopo la sbornia berlusconiana non ci tocchi anche l’oscurantismo e lo scontro tra laici e integralisti cattolici, noi abbiamo da ricostruire il tessuto sociale e prevedere un futuro al paese nel suo complesso, un futuro possibile non da sogno o da telenovela e dobbiamo augurarci che non sia una istantanea.

Tommaso Picone

31 dicembre 2011

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