Il Centro Storico sta morendo!

Nell’anno appena iniziato si deve registrare la fuga in massa dal centro storico di Sant’Agata dei Goti da parte di vari operatori commerciali.

Già c’era stata la chiusura del negozio “Canelli” (abbigliamento bambini) e il trasferimento a via Starza dell’agenzia di assicurazione SARA da piazza del Carmine. Oggi registriamo la chiusura de “La moda” in Piazza Umberto I, de “La finestra catalana” a Via Riello, del negozio “Domus” a Via Roma, della bigiotteria Di Lorenzo a Piazza Duomo, della profumeria e dell’erboristeria all’inizio di Via Roma. Altri ancora sono a boccheggiare e stanno maturando la decisione di chiudere.

Il Liceo classico nel Seminario lo abbiamo perso da tempo e l’Ufficio Postale a Piazza Umberto I sta per trasferirsi. L’elenco potrebbe continuare, ma ci fermiamo qui. Quali le cause di un fenomeno così grave, del quale non sembra si avverta il pericolo  e del quale nessuno sembra preoccuparsi? In attesa di ricevere da parte dei lettori i loro commenti, ci permettiamo di sgombrare dal campo delle ipotesi  quella che potrebbe sembrare la risposta più immediata e più facile: “la crisi economica”. 

A noi questa motivazione non sembra attinente per i seguenti motivi: l’economia di Sant’Agata dei Goti  ha sempre vegetato  in una zona grigia: essendo basata prevalentemente su uno zoccolo duro legato all’agricoltura ed al settore impiegatizio, non si è mai sviluppata ad alti livelli, motivo per cui i consumi sono sempre stati limitati ai beni di prima necessità. La crisi ha penalizzato soprattutto i lavoratori dipendenti delle fabbriche che si sono visti espellere dal processo produttivo o sono in cassa integrazione. A Sant’Agata fabbriche non ce ne sono (per un brevissimo periodo si inscatolava il tonno –sic!), per cui quelli che hanno perso o subito il  ridimensionamento  del proprio reddito sono pochissimi. Il nostro pil (modesto) tale era e tale è rimasto. Non crediamo possa, quindi, imputarsi a questo fenomeno il crescente abbandono delle iniziative imprenditoriali commerciali. Ne è prova, d’altronde, il fatto che, mentre il centro storico si svuota, altre attività vengono intraprese al di fuori del perimetro urbano. E’ la dimostrazione palese che non può né deve imputarsi alla crisi dei consumi lo svuotamento (di giorno) del nucleo centrale del paese, che, invece, di notte è una location  di … whisky, coca e rock’n’roll!

A sentire i commercianti che ci hanno abbandonato al nostro destino c’è da rimanere sgomenti. Essi denunciano come motivo principale della loro decisione la mancanza di “gente”, la latitanza, cioè, di chi dovrebbe passare e non passa, di chi non “scende” nel paese, di chi non si ferma davanti alle vetrine, di chi non chiede il prezzo. Insomma è la “gente” che non c’è!

Noi aspettiamo le vostre opinioni, le vostre denunce, le vostre analisi, i vostri commenti e i vostri suggerimenti. Apriamo il dibattito.

Buon anno a tutti.

Luca Piscitelli

6 gennaio 2011

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