La XXVI Spedizione in Antartide

Giannetta Fusco e Arturo De Alteris dell’Università Parthenope di Napoli nell’ambito delle attività di ricerca in Antartide sono nella base italiana Mario Zucchelli situata nel Mare di Ross nella polynya di Baia Terra Nova.

Le ricerche che stanno effettuando rientrano nel progetto TREx (TerraNovaBay Research Experiment, responsabile Prof. Giorgio Budillon). La ricerca prevede di effettuare un sperimento coordinato nell’area della polynya di Baia Terra Nova (BTN) i cui obiettivi principali riguardano lo studio della formazione e diffusione delle masse d’acqua in area di polynya ed il loro ruolo nella cattura di alcuni gas serra atmosferici e – conseguentemente – nella ventilazione dell’oceano profondo.

Le polynyas sono aree oceaniche, caratteristiche delle regioni polari, parzialmente o completamente libere dal ghiaccio, che si formano all’interno del pack (banchisa) quando la temperatura dell’aria è ben al di sotto del punto di congelamento dell’acqua di mare. Le polynye tendono a formarsi in maniera ricorrente nelle stesse aree e negli stessi periodi dell’anno.

In corrispondenza di queste aree si originano acque profonde, acque cioè più dense che diventano tali a causa del progressivo aumento di salinità derivante dal congelamento dell’acqua superficiale. Quando l’acqua di mare ghiaccia viene rilasciato il contenuto salino negli strati sottostanti.

Queste acque particolarmente salate, aumentando la propria densità, sprofondano e si mescolano per formare nuove masse d’acqua che vanno a contribuire alla circolazione oceanica globale. Le polynyas rivestono, dunque, un ruolo di grande importanza nell’equilibrio climatico globale, rappresentando i motori di quella che viene definita ‘conveyor belt’ (nastro trasportatore) che garantisce la ridistribuzione del calore in seno al sistema terra.

La polynya di Terra Nova Bay è ritenuta essere il maggiore produttore, del Mare di Ross, di queste acque particolarmente salate; essa riveste quindi un ruolo fondamentale nella modificazione della struttura termoalina con importanti ripercussioni nella circolazione termoalina a scala globale.

 

Le aree polari costituiscono la sorgente fredda del sistema termodinamico globale regolando il bilancio termico del nostro pianeta, in altre parole rappresentano il motore della circolazione delle correnti oceaniche. Infatti, nelle aree polari si realizzano importanti processi di formazione di masse

d’acqua che attivano e alimentano la circolazione oceanica profonda che, a sua volta, gioca un ruolo determinante nella ridistribuzione del calore in seno al sistema Terra e dunque comporta una notevole influenza sul clima globale.

Il Mare di Ross (Antartide) é un sito di rilevante interesse oceanografico, in virtù di molteplici fenomeni che ivi possono essere osservati e studiati. I processi di formazione delle acque, il loro mescolamento, la loro diffusione, la fusione di ghiaccio al di sotto della piattaforma ghiacciata di Ross (la parte meridionale del mare quasi permanentemente coperta da centinaia di metri di ghiaccio) e la conseguente interazione con la corrente circumpolare antartica sono i maggiori aspetti su cui la comunità scientifica internazionale sta investigando.

L’importanza della formazione delle acque dense in Antartide nella circolazione termoalina e nel clima globale è ben nota ma i processi mediante i quali avvengono queste trasformazioni e come incidono nella circolazione oceanica profonda sono ad oggi poco compresi. Il progetto CLIMA coordinato dal Professore Giancarlo Spezie, dell’Università Parthenope di Napoli propone di

studiare i processi legati alla formazione delle acque profonde e di fondo che avvengono nel Mare di Ross e nelle aree adiacenti dell’Oceano Meridionale.

Nell’ambito del progetto CLIMA, l’unità Operativa coordinata dal Professore Giorgio Budillon, di cui fa parte Giannetta Fusco, durante la XXI spedizione oceanografica in Antartide (dicembre 2005 – febbraio 2006, per maggiori informazioni www.pnra.it) si occupa di acquisire i parametri idrologici (pressione, temperatura, salinità, ossigeno, …) mediante sonda multiparametrica (CTD), di prelevare campioni d’acqua a determinate quote mediante la ‘rosette’ di bottiglie che successivamente vengono analizzati dalle altre unità operative (chimica, biologia, geologia, ….) e di acquisire profili di corrente lungo la colonna d’acqua mediante LADCP.

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