Pianificazione territoriale

In queste settimane è stato pubblicato un bellissimo articolo di Ciristina Razzano “Le città invisibili”, dove in modo ispirato e trascinante, come riesce solo a Lei, ha tracciato il quadro sia economico che sociologico della nosta cittadina.

E’ evidente una vena nostalgica di quelli che furono i Centri Storici prima dell’avvento dei Centri Commerciali e delle Aree PIP. Ho volutamente introdotto questi termini tecnici per sottolineare che questo presente è purtroppo figlio di scelte tecniche e politiche ben precise che hanno spinto le aree commerciali in periferia in grandi strutture “multifunzionali” e gli artigiani nelle desolate Aree PIP.

Le scelte degli Urbanisti, ma anche di politici, non è detto che siano tutte accettabili anzi, da come vediamo utilizzato, è un eufemismo, la parola giusta è martoriato, il territorio campano non tutto brilla.

La nuova idea di città è gia in crisi, le grandi cubature realizzate negli ultimi dieci anni per centri commerciali in Campania potranno bastarci per i futuri cinquant’anni e nel frattempo le strutture chiudono dopo aver fatto scomparire tutto il sistema commerciale preesistente.

Una domanda sorgerà spontanea. Ma dove si decidono queste cose?

Chi ha l’autorità per definire quale futuro spetta al nostro paese? E quando prende queste decisioni con chi ritiene giusto consultarsi?

La domanda capita in un momento particolare, perchè nell’indifferenza generale in Campania, mentre ci lecchiamo le ferite per le scelte non fatte a suo tempo per lo smaltimento dei rifiuti, si stanno predisponendo i Piani di Coordinamento Provinciale al Piano Regionale di Sviluppo.

Traduco.

Visto che la Regione Campania si è dotata di un Piano di Sviluppo che è Legge, le Province e i Comuni dovranno nei propri piani di sviluppo attenersi a tali direttive ed ad esse “coordinarsi”.

Una delle lamentele storiche nei confronti della classe politica campana dalla nascita della Regione, era di non aver mai redatto un piano di sviluppo, benchè esistesse da sempre un pomposo “Ufficio del Piano”, ma quando il tanto atteso Piano è nato, sorge il fondato dubbio che lo sviluppo non può essere imposto per legge e una vocazione di un territorio non può essere codificata per articoli e commi.

La dimostrazione che lo strumento non funziona è subito fatta: il Piano Regionale impernia tutto intorno all’Areoporto Intercontinentale di Grazzanise, opera che non ha più senso alla luce della ralizzazione dell’Alta Velocità e delle difficoltà di esistenza già dei due Aeroporti Malpensa e Fiumicino.

Partendo da questo presupposto sbagliato imposta di conseguenza tutto l’assetto viario e dei trasporti.

Quale politico avrebbe il coraggio di dire la verità su un sogno. Babbo Natale non esiste !!!……. va bè lo capiranno da soli!!

Entro il 10 dicembre chiunque rappresenti interessi collettivi può dire la sua, inviando osservazioni e proposte per le modifiche del Piano. Inutile dire che il Piano è una montagna di carta ed elaborati dalla quale emergono le cose più disparate.

Ovviamente nessuno si è accorto che l’Ospedale di Cerreto è stato accorpato a Sant’Agata, ma in compenso noi continuiamo ad averne due.

La nostra vocazione economica come area è per l’industria tessile !! (? perchè siamo la sede di un defunto distretto industriale) e di conseguenza il piano scolastico ci destinerà Istituti in tema e non per il restauro e il Turismo o l’agricoltura.

Oggi si stanno facendo le scelte decisive ma non è dato saper dove se ne parla e perchè non si ascolta anche la popolazione cosa ne pensa del futuro.

Se oggi si chiede ad un nostro agricoltore se vuole che il territorio venga destinato ad altro sicuramente, per lo scarso profitto assicurato dal settore, si riceverebbe un immediato …SIIII.

Dovere della politica e delle Istituzioni sarebbe rifiutare tale analisi fatta sul contiongente e progettare uno sviluppo sostenibile che possa coinvolgere tutti anche in ruoli innovativi.

Dall’esperienza acquisita non mi sembra che in Campania in questi giorni si stia progettando il futuro, come dicevo ci si lecca le ferite sulla spazzatura…..che schifo!

21 novembre 2010

Tommaso Picone

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